Torre di Lavina, Cresta di Bardoney
Una bellissima gita al di fuori delle masse
La Torre di Lavina è una cima localizzata sul confine tra Valle d’Aosta e Piemonte.
Benchè non altissima (m. 3.308) risulta essere piuttosto imponente e nelle giornate più terse è addirittura avvistabile da Torino.
Sia che la si affronti dal Piemonte che dalla Valle d’Aosta la Torre di Lavina comporta lunghi avvicinamenti.
Diverse vie ne raggiungono la cima la Torre di Lavina ma la più interessante è senza dubbio la Cresta di Bardoney.
Logistica (da Cogne)
Incuriosito da questo tipo di gite poco frequentate, assieme all’amico Berna, ci siamo così diretti verso la Torre di Lavina per percorrerne la cresta Sud – Ovest meglio conosciuta come Cresta di Bardoney.
Salendo da Cogne l’avvicinamento è obiettivamente lungo e il consiglio è quello di fare base al bellissimo Bivacco Gerard.
Il bivacco è dotato di materassi e coperte, nei suoi pressi è stato installato una presa d’acqua dal ghiacciaio di Lavina (non funzionante all’ 11/07/2021).
Dal bivacco in circa un’ora di tempo di raggiunge la cresta con evidente percorso si raggiunge ad un evidente selletta sulla Cresta di Bardoney.
In base all’innevamento sono o meno consigliabili i ramponi.
L'itinerario di salita
Raggiunta la cresta di Bardoney la si segue stando sempre sul filo trovando bella roccia.
Le difficoltà sono costanti sul II-III grado ma lungo la via si incontrano diversi risalti più impegnativi (IV-IV+ con passi in placca e fessura).
Difficoltà a parte la via è sempre ottimamente proteggibile, spuntoni e possibilità di piazzare protezioni veloci sono infatti presenti in ogni dove.
Complicato redigere una relazione dettagliata, ma procedendo a istinto e senza discostarsi dal fil di cresta la via si trova facilmente.
Il materiale in posto è praticamente nullo, abbiamo trovato un chiodo e un vecchio cordone su tutta la cresta.
L'itinerario di discesa
La discesa dalla Torre di Lavina sul versante Cogne la si effettua scendendo a corda corta in direzione dell’intaglio tra Punta Sud e Punta Nord. (1 fettuccia in loco per eventuale calata / sicura dall’alto). Dall’intaglio risalire alla Punta Sud per poi scendere lungo l’ampia pietraia in direzione della cresta Ovest e seguendo successivamente bolli rossi e omini che velocemente portano al bivacco.
Materiale
Abbiamo utilizzato: corda intera da 30m – serie friend BD 0,2 -2 – 2 fettucce – 1 rinvio
Considerazioni personali
Difficile fornire una tempistica indicativa, molto variabile in base alla tecnica di progressione adottata. La cresta è comunque più lunga di quello che può sembrare e benché non ripida impone una costante attenzione nella progressione, fondamentale avere una buona dimestichezza nel muoversi in conserva per non esplodere con i tempi.
Personalmente rimango sempre affascinato da gite di questo tipo.
Al di là delle mere difficoltà tecniche percorrere itinerari di questo tipo non è mai banale e sempre formativo.
Relazioni descrittive sovente approssimative, materiale in loco scarso quando non nullo, isolamento totale sia in termini di frequentazione che di copertura telefonica, avvicinamenti lunghi…tutti fattori che rendono arricchente una giornata passata in montagna.
Questa tipologia di itinerari è estremamente didattica e assolutamente non scontata rispetto a gite di moda, magari più difficili, ma più addomesticate e frequentate.
La Valle d’Aosta ha un sacco di cime che non raggiungono i 4.000, bellissime e poco conosciute!
Qualora desiderassi scoprire la Torre di Lavina non esitare a contattarmi, sarò lieto di accompagnarti!