SALIRE IL GRAN PARADISO DA COGNE
Il Gran Paradiso, m. 4061, è conosciuto per essere uno dei 4.000 più abbordabili dell’arco alpino. Pur presentando un dislivello non indifferente, le difficoltà tecniche contenute lo rendono accessibile a ogni buon camminatore.
Nella stagione estiva, pernottando in uno dei due rifugi posti lungo le vie normali di salita della Valsavarenche (Rifugio Chabod e Rifugio Vittorio Emanuele), non è raro salire lungo uno carovana di diverse decine di persone (anche 150 persone in vetta in alcune giornate!).
La comodità dei rifugi e la frequentazione non sminuiscono certo l’esperienza di una giornata in alta quota, la vetta del Gran Paradiso è sempre un’enorme soddisfazione.
Dalla punta è però impossibile restare indifferenti allo scenario che si scopre lungo la vallata vicina, la Valle di Cogne.
Il tormentato Ghiacciaio della Tribolazione e la testata della Valnontey, pressoché sempre deserti, quasi stonano con la frequentazione e il “rumore” delle vie normali classiche.
Ecco che allora, per chi ama la vera avventura e non ha paura di camminare, potrebbe non essere male pensare di salire il Gran Paradiso da Cogne, dal suo wild side. Un’esperienza per vivere appieno la montagna nella sua veste più autentica e selvaggia.
Gli ingredienti del Gran Paradiso da Cogne:
– 2 giorni pieni di camminata zaino in spalla
– 2.400 metri di dislivello positivo
– 0 rifugi custoditi
– 1 notte in bivacco a bordo ghiacciaio
-1 cena alla “belle étoile” gestita in autonomia
– Voglia di fare fatica quanto basta
Il primo giorno viene dedicato a raggiungere i Bivacchi Pol e Grappein.
Partenza da Valnontey (m. 1.674) di prima mattina per affrontare un percorso lungo e tortuoso che già di per sé costituirebbe una salita degna di nota. Il sentiero man mano che si prende quota diventa sempre meno marcato e l’accesso ai bivacchi va conquistato con circa 6 ore di marcia. In compenso, una volta raggiunti i Bivacchi Grappein e Pol (m. 3.183), il panorama ricompenserà ampiamente della tanta fatica fatta.








Il secondo giorno, giorno di vetta, comincia che è ancora buio: rapida colazione, operazioni di legatura, ramponi ai piedi e si è subito sul ghiacciaio.
Il Ghiacciaio della Tribolazione è uno degli angoli più suggestivi e selvaggi della Valle d’Aosta. Si tratta di un ghiacciaio piuttosto crepacciato e non sempre tracciato, progredire in cordata con le dovute accortezze è quanto mai necessario. A seconda delle condizioni alcuni passaggi o sezioni potranno presentarsi più o meno agevoli.
Giunti al Colle dell’Ape si raggiunge lo spartiacque con la Valsavarenche nei pressi del Mont Roc attraverso pendii detritici e rocciosi in assenza di neve. Dal colletto con un lungo traverso si raggiunge la traccia della via normale che sale dai rifugio Vittorio Emanuele e Chabod per pervenire di li a poco alla vetta del Gran Paradiso a 4.061m.
La discesa si effettua solitamente sul versante Valsavarenche, dopo una pausa ristoratrice in rifugio si raggiunge Pont da cui si dovrà organizzare il rientro in Val di Cogne.











A chi consiglio di salire il Gran Paradiso da Cogne?
Consiglio il Gran Paradiso da Cogne a chi desidera provare una montagna diversa da quella che oramai si vive di solito sulle vie normali classiche di oramai quasi tutti i 4.000 (rifugi ben attrezzati, pasti serviti, wi-fi, e tracce autostradali).
Lo consiglio inoltre a chi ha già salito il Gran Paradiso dalla Valsavarenche, vero è che la cima è la stessa ma l’impressione sarà quella di scalare tutt’altra montagna!
E’ infine richiesta un’ottima forma fisica. Si cammina tanto su un terreno oltretutto non sempre agevole, insomma bisogna essere ottimi camminatori con una buona predisposizione alla fatica.
Se ti interessa salire il Gran Paradiso da Cogne accompagnato da una Guida Alpina non esitare a contattarmi!
Alessandro Munier
alessandromunier@gmail.com
+3470404229
Le foto si riferiscono a luglio 2020 durante una salita effettuata con il collega A. Silvestri e la super équipe de il Blog Trotteuz.